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Rivoli, 29 Aprile - 30 Luglio 2006
Dan Graham

Dan Graham - Two way mirror cylinder inside cube, 1991Terzo appuntamento della rassegna Concetto, Corpo e Sogno al Castello di Rivoli, dal 29 aprile al 30 luglio, con una mostra dedicata ad un altro grande protagonista dell'arte concettuale: Dan Graham.

La rassegna, sponsorizzata da UniCredit Private Banking, presenta opere di artisti "classici" dell'arte concettuale che hanno sviluppato in direzioni diverse un'analisi concettuale della percezione e dell'esperienza, ed altri non tradizionalmente definiti come "concettuali" che hanno invece agito nell'ambito della performance, dell'installazione e dell'esplorazione del lato misterioso e meno razionale della mente.

Grazie al Progetto Arte Moderna e Contemporanea della Fondazione CRT sette delle opere presentate entrano nella collezione permanente del Museo.

Anche la mostra di Dan Graham, come ogni personale che fa parte del ciclo "Concetto, Corpo e Sogno", presenta opere storiche e un progetto inedito.
Venerdì 28 aprile alle ore 18 si terrà un incontro con l'artista e Chrissie Iles, Curatore al Whitney Museum of American Art, New York.

Chi è Dan Graham

Dan GrahamDan Graham (Urbana, Illinois, 1942), è dalla fine degli anni '60 uno degli artefici delle rivoluzioni dell'arte concettuale. È stato proprietario di una galleria, teorico della cultura e dell'arte, fotografo, produttore di film, artista dell'installazione e della performance.

Alla metà degli anni Sessanta inizia il suo percorso artistico con una serie di opere in cui utilizza testi e fotografie. Pubblica i propri lavori su pagine destinate alla pubblicità di riviste a larga diffusione, innestando un procedimento concettuale diametralmente opposto a quello praticato dalla Pop Art. Negli anni successivi crea performance, video e film, interessandosi alla complessa relazione esistente tra l'opera d'arte e il pubblico, impiegando telecamere collegate a monitor che permettono al visitatore di vedere la propria immagine in un contesto spazio-temporale sfalsato rispetto alla realtà.

Le successive esperienze di performance, legate a indagini psicologiche e interpersonali a partire da sperimentazioni operate con il proprio corpo, lo portano a rivolgere la sua attenzione ai progetti architettonici per l'interazione sociale negli spazi pubblici (nel 1970) e a maturare la ricerca sui padiglioni (dal 1980), strutture praticabili di vetro, in parte trasparente e in parte riflettente capaci di coinvolgere il contesto e lo spettatore in modo interattivo.

Da sempre interessato all'urbanistica e al rapporto tra arte e architettura, ha trovato nel modulo dell'abitazione e, successivamente, del padiglione, una forma elementare e simbolica cui dare sempre nuove espressioni. Nell'architettura, dei sobborghi della classe media americana così come delle downtown popolate dai grattacieli aziendali, l'arte di Graham ha individuato l'oggetto da indagare, cercando di svelare o sovvertire i suoi meccanismi di funzionamento.
I padiglioni di vetro specchiante che l'hanno reso celebre sono insieme scultura e architettura, funzionano come dispositivi che rendono lo spettatore consapevole del proprio atto di visione ma anche di impiego dello spazio costruito. Il corpo così come l'occhio sono sollecitati ad avere maggiore consapevolezza di sé, una lucidità che però sempre si coniuga nei lavori dell'artista ad una esperienza di grande piacere, sensuale o ludico.

Graham ha esposto in tutto il mondo, in spazi pubblici e museali, con interventi in mostre temporanee tra cui la Biennale di Venezia e la Documenta di Kassel e con progetti permanenti quali il padiglione per il tetto del Dia Center di New York e il Café Bravo della Kunstwerke a Berlino.

In mostra Dan Graham presenta i suoi primi cinque film/performance: Sunrise to Sunset, 1969; Binocular Zoom, 1969-70; Roll, 1970; Helix/Spiral, 1973; Helix/Spiral (Simone Forti), 1973 e una grande opera recente: Children's Day Care, CD-Rom, Cartoon and Computer Screen Library Project, 1998-2000. Quest'ultima è composta da un padiglione di grandi dimensioni (228,6 x 751,8 x 693,4 cm) con una postazione per CD-Rom come in una mediateca di cartoni animati per bambini. Le parti in specchio senza fondo, con un effetto anamorfico, da un lato ingrandiscono l'immagine dei bambini che percorrono lo spazio, dall'altro la riducono creando un labirinto tra realtà e virtualità. Le opere entrano a far parte della collezione permanente del Museo grazie a Fondazione CRT Progetto Arte Moderna e Contemporanea.

Dan Graham

Two Adjacent Pavilions - 1978-81



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